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Rigenerazione urbana

Rigenerazione urbana e recupero edilizio
Sono previste premialità di volumi o superfici fino al 40%, delocalizzazioni e cambi di destinazione d’uso. 

Programmi di rigenerazione urbana 

Potranno essere proposti ai Comuni da privati e da associazioni consortili di recupero urbano. La premialità per il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, per le opere pubbliche e per le cessioni di aree aggiuntive, arriverà fino al 35%della superficie lorda esistente (fino al 40% nel caso in cui la superficie esistente sia ridotta almeno del 10% a favore della superficie permeabile). Nei programmi andrà indicata anche la quota almeno del 20% di alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale.

Ambiti territoriali ‘urbani’ di riqualificazione e recupero

I Comuni potranno individuare gli ambiti territoriali ‘urbani’ di riqualificazione e recupero edilizio nei quali consentire interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica o di demolizione e ricostruzione con una volumetria o una superficie lorda aggiuntiva fino al 30%. 

Interventi diretti

Nel quadro delle finalità della legge saranno permesse ristrutturazioni edilizie o demolizioni e ricostruzioni con un incremento fino al 20% della volumetria o della superficie lorda esistente (ad eccezione degli edifici produttivi: fino al 10% della superficie coperta). La norma è estesa alle aree agricole e, a certe condizioni, alle strutture ricettive all’aria aperta. Gli interventi diretti non saranno consentiti negli insediamenti urbani storici. 

La legge per la rigenerazione urbana ‘assorbe’ il Piano Casa

La nuova legge dunque rende strutturale il Piano Casascaduto a maggio 2017, e fa salve le pratiche avviate prima del 1° giugno 2017. 

Miglioramento sismico ed efficienza energetica

I consigli comunali potranno prevedere negli strumenti urbanistici generali vigenti la possibilità di ampliare del 20% la volumetria o la superficie utile degli edifici a destinazione residenziale, per un incremento massimo di 70 mq, per chi realizzi interventi per l’efficienza energetica e il miglioramento sismico. L’ampliamento si potrà realizzare anche con un corpo edilizio separato, a patto di non compromettere ‘l’armonia estetica del fabbricato’.

Proroga per il recupero dei sottotetti 

Tra le disposizioni finali e di dettaglio approvate ieri, la legge per il recupero dei sottotetti (LR 13/2009) è stata resa applicabile a quelli ultimati al 1 giugno 2017. Il limite precedente era al 31 dicembre 2013.

Per info a riguardo: 340.6601296 - infolpastudio@libero.it 

Bonus fiscale mobili 

Bonus detrazione fiscale per acquisto mobili e arredi. "Bonus Mobili" ovvero la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Non sono agevolabili gli acquisti di porte, pavimenti, di tende e tendaggi e altri complementi di arredo, mobili usati acquistati da venditori privati, antiquari e rigattieri. 

Il tetto di spesa ammissibile, come negli anni passati, è di 10 mila euro e il rimborso avviene in dieci rate annuali di pari importo.

I pagamenti devono essere effettuati con bonifici bancari o postali, ma sono ammessi anche carte di credito o carte di debito.  Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Per info a riguardo: 340.6601296 - infolpastudio@libero.it 

Bonus ristrutturazioni 

Detrazione 50% per le ristrutturazioni

La detrazione Irpef del 50% , fino ad un tetto massimo ammissibile, spetta per gli interventi di:


- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale;
- manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;
- ricostruzione o ripristino degli immobili danneggiati dalle calamità naturali, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
- acquisto e costruzione di box e posti auto pertinenziali;
- eliminazione delle barriere architettoniche;
- installazione di dispositivi anti-intrusione;
- cablatura e riduzione dell’inquinamento acustico;
- acquisto e installazione di impianti fotovoltaici;
- messa in sicurezza dal punto di vista sismico (la legge ha introdotto il Sismabonus, che scade il 31 dicembre 2021 e permette di avere incentivi maggiori in base ai risultati raggiunti);
- bonifica dell’amianto;
- installazione di sistemi anti-infortunio.

Per info a riguardo: 340.6601296 - infolpastudio@libero.it 

Bonus antisismica 

Per gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici situati in zona sismica 1, 2 e 3 (ex opcm 3274/2003) è possibile detrarre dall’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o dall’Imposta sul reddito delle società (IRES) le spese, sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, in percentuale variabile in relazione alla classe di rischio sismico raggiunta in seguito ai lavori. La detrazione deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Percentuali di detrazione fiscale

Nelle singole unità immobiliari, a destinazione sia residenziale sia produttiva, si parte da una detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute e si può salire:

- al 70% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore

- all’80% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 96mila euro. Negli edifici condominiali, si parte dalla detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute e si può salire:

- al 75% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore

- all’85% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 96mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Il miglioramento antisismico deve essere attestato dai professionisti sulla base delle emanande Linee guida per la classificazione sismica degli edifici.

Per info a riguardo: 340.6601296 - infolpastudio@libero.it 

Bonus facciate 2020

Il bonus facciate scalda i motori. La detrazione, sia Irpef che Ires, è fruibile da privati, imprese e professionisti, mentre è escluso chi applica il regime forfetario. Coinvolge tutti gli edifici, compresi quelli strumentali, situati nelle zone A e B o assimilate. Come per le altre detrazioni fiscali sulla casa, anche il bonus facciate viene rimborsato in dieci anni. Al contrario dagli altri bonus, non è invece possibile cedere il credito corrispondente né chiedere lo sconto in fattura in caso di interventi importanti sulle parti comuni dei condomini. Il bonus facciate sarà in vigore solo per un anno. Privati e imprese hanno però tempistiche diverse per i pagamenti.

Bonus facciate, chi può richiederlo

Possono usufruire della detrazione le persone fisiche, i professionisti non forfetari, gli enti non commerciali e le società. Non è necessario essere proprietario dell’immobile, ma è sufficiente che questo sia in possesso del soggetto che effettua i lavori e paga le spese. Chi esegue i lavori in proprio può richiedere il bonus facciate limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Bonus facciate, gli edifici ammessi

Sono ammessi alla detrazione gli interventi effettuati nei centri storici (zone A) e nelle parti del territorio totalmente o parzialmente edificate (zone B) ai sensi del DM 1444/1968 o a queste assimilate. In molti Comuni la denominazione della aree urbane è cambiata per effetto di norme successive. L'Agenzia delle Entrate, nelle sue prime istruzioni operative ha spiegato che, per sapere se il proprio immobile si trova in una zona assimilabile alla A o alla B, è necessaria una certificazione urbanistica. I lavori devono riguardare gli edifici esistenti. Non è possibile richiedere il bonus per interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile o mediante demolizione e ricostruzione, neanche se classificabili come ristrutturazione edilizia. Il bonus è riconosciuto ai lavori sugli edifici di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali.

Bonus facciate e prestazione energetica degli edifici

Se gli interventi sono influenti dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, è necessario seguire la normativa sulla prestazione energetica degli edifici. 
Prima di iniziare i lavori, è necessario calcolare quanta parte di intonaco sarà interessata dai lavori. Se si supera il 10% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio bisogna attenersi ai requisiti di prestazione energetica previsti dal DM 26 giugno 2015 e ai requisiti della tabella 2 (trasmittanza termica utile delle strutture componenti l’involucro edilizio) del DM 26 gennaio 2010

Per info a riguardo: 340.6601296 - infolpastudio@libero.it 

Bonus verde 2020

Il bonus verde ci sarà anche per l’anno prossimo; nel 2020, quindi, sarà ancora possibile sistemare giardini, terrazzi e parti comuni di edifici residenziali con l’agevolazione del 36%. La proroga della misura è arrivata con il ddl Milleproroghe, che verrà discusso nel prossimo Consiglio dei Ministri.  
 

Bonus verde 2020: la misura

Con l'arrivo della proroga, anche per il 2020 è possibile usufruire di una detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per interventi di sistemazione a verde degli immobili ad uso abitativo, con un limite massimo di 5.000 euro.  La detrazione va ripartita in 10 quote annuali e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. La detrazione massima è di 1.800 euro.
 

Bonus verde 2020: quali sono gli interventi agevolabili

Ricordiamo che per sistemazione a verde si intende:
- la fornitura e messa a dimora di piante o arbusti di qualsiasi genere o tipo;
- la riqualificazione di tappeti erbosi, con esclusione di quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro;
- il restauro e il recupero del verde relativo a giardini di interesse storico e artistico;
- la realizzazione di coperture a verde;
- la realizzazione di giardini pensili.
 
Si può ottenere la detrazione Irpef del 36% anche per le spese sostenute per: la realizzazione di impianti di irrigazione; la realizzazione di pozzi; la progettazione e la manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

 

Bonus verde: come fare i pagamenti

Per ottenere la detrazione, i pagamenti devono essere effettuati con strumenti idonei a consentirne la tracciabilità, come assegno, bancomat, carte di credito, bonifici ordinari. Su questi pagamenti non si applica la ritenuta dell’8%. In condominio si applica invece la ritenuta del 4%.

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